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Induttori

L’arte della coltivazione dei bonsai ha origini molto antiche, essa infatti risale a più di mille anni fa ed anche se solitamente associata al Giappone, in realtà ha origine in Cina.
Realizzare bonsai è un’arte che comporta differenti conoscenze sia della botanica ma anche della fisiologia vegetale al fine di riprodurre l'emozione della pianta in natura all'interno di spazi e dimensioni ristrette.

Nel mondo del bonsai ogni pianta rappresenta un microsistema basato su equilibri molto sottili ed è per questo che la cura dei particolari diventa essenziale.

Gli induttori di resistenza sono particolarmente indicati per favorire la cicatrizzazione di grossi tagli, grazie alla composizione ricca in flavonoidi.

Induttori di resistenza…nuovi candidati nell’attivazione dei sistemi di difesa delle piante

Sebbene le piante vengano considerate degli organismi passivi nei confronti di attacchi di patogeni e parassiti, in realtà, vantano dei complessi meccanismi di difesa.

In cosa consistono i sistemi di difesa naturali delle piante?
I meccanismi di difesa delle piante, frutto di molteplici processi evolutivi, possono essere suddivisi in:

  • Sistemi di difesa passivi
  • Sistemi di difesa attivi

0I sistemi di difesa passivi costituiscono delle barriere fisiche preesistenti contro l’attacco dei patogeni; tra essi è possibile citare le barriere precostituite come ad esempio le pareti cellulari, le cuticole e gli ispessimenti di lignina. I sistemi di difesa attivi racchiudono, invece, l’attivazione di meccanismi di difesa in grado di contrastare il diffondersi dell’infezione. I sistemi di difesa attivi comprendono, ad esempio, fenomeni di apoptosi (morte cellulare programmata), l’attivazione di geni di difesa con il conseguente accumulo di sostanze con attività antimicrobica o che riescano a creare delle condizioni avverse al patogeno.
I sistemi di difesa attivi possono essere suddivisi in differenti livelli a seconda che coinvolgano cellule direttamente attaccate dal parassita (hyper sensitive reaction, HR), cellule limitrofe (localized acquired resistance, LAR) o l’intera pianta.(Systemic acquired resistance, SAR oppure Induced systemic resistance, ISR).

I sistemi di difesa attivi possono portare all’accumulo di molecole biologicamente attive come ad esempio fitoalessine, (con attività fungicida) oppure di specie reattive dell’ossigeno come il perossido di idrogeno (coinvolto nel processo di inspessimento della parete cellulare).

Come può la pianta attivare degli specifici meccanismi di difesa?
Sono stati elaborati differenti modelli al fine di spiegare l’interazione pianta-patogeno che si basa su riconoscimenti gene-specifici tra molecole fungenti da recettori sulla parete vegetale e molecole segnale, elicitori. Gli elicitori sono delle molecole segnale di natura endogena (prodotte dalla pianta a seguito dell’interazione con il patogeno) o esogena (prodotte generalmente da un patogeno). Grazie al riconoscimento di specifici elicitori la pianta può attivare delle opportune strategie di difesa.

Bonsai Suiseki Magazine

La diffusione dei segnali generati dalla risposta primaria portano all’attivazione degli altri livelli dei meccanismi di difesa; l’induzione dei meccanismi di difesa attivi si basa sulla capacità delle piante di riconoscere uno o più stimoli derivanti dall’attacco del patogeno.

Che cosa sono gli induttori di resistenza?
L’utilizzo di elicitori costituisce una buona strategia per indurre mutamenti fisiologici e stimolare la risposta alla difesa o alle stress indotte dalle piante (induzione di resistenza). A seguito delle recenti restrizioni normative, relative all’uso di agrofarmaci (Direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi n. 128/2009), gli induttori di resistenza possono essere dei buoni candidati per implementare l’uso di altri mezzi per attivare i meccanismi di difesa naturali delle piante. Esistono varie sostanze/composti che se somministrati alle piante possono agire da induttori di resistenza promuovendo l’attivazione di meccanismi chimici e biologici che possono aumentare la tolleranza a stress biotici ed abiotici. Possono agire da induttori di resistenza sostanze abiotiche oppure molecole di natura biologica di origine fungina, batterica o vegetale.

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Propolis… dalla Natura il meglio per te!
Della linea induttori di resistenza della Bioges, fa parte il prodotto Propolis. Propolis è una formulazione innovativa a base di estratto di propoli ricca in flavonoidi, flavoni, vitamine (gruppi B, C, E) ed altri oligoelementi che attivano le naturali resistenze della pianta e aiutano la cicatrizzazione dei tessuti danneggiati. Che cosa sono i flavonoidi? I flavonoidi costituiscono una classe di composti polifenolici, ampiamente distribuiti nelle piante, con importanti funzioni legate alle strategie riproduttive (grazie all’attrazione esercitata sugli insetti impollinatori) danno colore ai fiori ed ai frutti e sono coinvolti direttamente nella nutrizione fosforica a azotata delle piante. I flavonoidi, quindi, giocano un ruolo essenziale in differenti aspetti della vita delle piante, soprattutto per quanto riguarda le interazioni pianta-ambiente. Riescono ad aumentare le difese delle piante da differenti stress, sia biotici che abiotici tra cui le radiazioni UV (proteggendo le cellule dal danno che queste radiazioni causano al DNA), patogeni ed insetti dannosi.

 

La grande ricchezza dei flavonoidi è data, quindi, dalla loro funzione più preziosa, quella antimicrobica. I flavonoidi riescono, infatti, ad influenzare il comportamento e la crescita degli insetti grazie alla loro attività citossica e la capacità di agire a livello enzimatico mediante la complessazione. La galangina, flavonolo presente in elevate concentrazioni nell’estratto di propoli, manifesta, inoltre, importanti proprietà antiossidanti agendo sull’attività di enzimi appartenenti alla classe delle ossido-riduttasi.

La speciale formulazione di Propolis:

•    Attiva i meccanismi di difesa naturali delle piante
•    Stimola naturalmente i tessuti vegetali con materie prime di origine naturale
•    Favorisce la naturale cicatrizzazione delle ferite e riduce la caduta dei fiori

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Il prodotto può essere utilizzato durante tutto il ciclo vitale della pianta ed è ammesso in agricoltura biologica, biodinamica e convenzionale (DM. 18354 del 27/11/2009).

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