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KUROMATSU - Il Giappone viene descritto come “il paese del pino”; quest’albero è stato a lungo una presenza familiare in Giappone divenendo anche oggetto di culto dello Shintoismo.

La sua corteccia splendidamente scabra e le sue foglie aghiformi trasmettono una possente forza virile. Un tale livello di dignità si raggiunge solo dopo anni di cure della pianta nel suo vaso.

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Nome comune: pino nero giapponese Nome botanico: Pinus Thunbergii Nome giapponese: Kuromatsu Il Pinus thunbergii è senza dubbio tra le migliori specie utilizzate nella pratica bonsai; questo pino prende il nome dal dottor Carl Peter Thunberg, botanico ed entomologo svedese autore di un trattato sulla botanica giapponese . Questa specie è stata a lungo considerata da molti come il "re" tra i bonsai Il pino nero, albero molto vigoroso, viene comunemente coltivato in Giappone; ha aghi spessi, scuri e verdi, fino a 5-7 centimetri di lunghezza sostenuti in gruppi di due. Sebbene questi aghi siano piuttosto lunghi, le dimensioni possono essere ridotte, con l'uso di tecniche di potatura bonsai. Il P. thunbergii tollera condizioni di crescita estreme come terreni sassosi e poveri.

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Tecniche di modellatura: 
L'idea di base di questa tecnica è quella di bilanciare le aree di crescita della pianta in modo da distribuire in modo equilibrato lo sviluppo. Iniziare a concimare il vostri pini entro la metà di marzo in modo blando e a cadenza settimanale. Dalla fine di aprile alla metà di maggio, quando le candele hanno cominciato ad allungarsi, ma prima che gli aghi singoli appaiano, esaminare il vostro pino con attenzione per determinare la sua forza complessiva. Se l'albero ha una crescita debole, non procedere con il piano di riduzione dell’ago: in questo caso continuare a concimare, esporre la pianta al sole, rinvasare in un contenitore più grande per un anno o due per ripristinarne il vigore.
Se si è soddisfatti della crescita della pianta e che un certo numero di candele si sono allungate oltre i 3 cm, spezzare a circa 2 cm le punte più lunghe. Quindi posizionare la pianta in un luogo soleggiato, irrigare e concimare fino all'inizio dell'estate. nella lavorazione del pino è essenziale equilibrare il vigore della pianta anche perché esso ha una forte crescita all’apice e all’estremità dei rami. In primavera le candele si allungano producendo i nuovi aghi; a questo punto è necessario accorciare le candele per riequilibrare il vigore della pianta. Sui rami più deboli le candele saranno le ultime ad aprirsi e normalmente non verranno accorciate; nella zona intermedia le candele ritarderanno la loro apertura formando aghi non troppo lunghi; nella zona apicale, le candele saranno le prime a svilupparsi. Le candele della zona forte saranno accorciate ad un terzo, quelle della zona media della metà. Attendere fino alla fine di giugno e iniziare la parte successiva dello sviluppo.

MEKIRI Nel mese di giugno si pinzano i rami del p. thumbergii; questo è utile per riequilibrare la forza dei rami e viene fatto sulla vegetazione dell’anno; se le candele si sono aperte contemporaneamente, pinzeremo in una sola volta lasciando un piccolo moncone alla base della nuova vegetazione. Sarà pinzata prima la vegetazione meno forte; ridurremo il numero degli aghi dei germogli più vigorosi per indebolirli. Quando i germogli meno forti inizieranno a muoversi allora accorceremo quelli della zona apicale. Dopo la pinzatura bisogna rimuovere il concime per evitare di bruciare i germogli e per evitare che la seconda vegetazione non si allunghi oltremodo. Alla fine di giugno, quando gli aghi delle candele nuove sono completamente aperti, la pianta è pronta per il passo successivo. Con gli alberi più giovani, tutti i nuovi germogli dovrebbero essere tagliati completamente, tutti allo stesso tempo, lasciando solo dei piccoli monconi per evitare un ritiro di linfa di metterebbe il ramo a rischio di morte. Con piante più mature, dove i rami sono già in posizione e sono cresciuti alla loro lunghezza ideale, lasciare intatti i germogli più deboli; eseguire la scandelatura dei germogli più forti della parte bassa della pianta. Attendere circa una settimana /dieci giorni e poi rimuovere tutti i germogli più lunghi nella zona centrale della pianta. Infine, dopo una settimana/ dieci giorni, tagliare tutti i germogli rimanenti intorno alla parte superiore dell'albero e alle punte delle superiori. Dopo poche settimane, alla base del moncone lasciato dopo la pinzatura, si svilupperanno le nuove gemme che daranno seguito alla seconda germogliazione. A questo punto continuare solo con la vostra cura estiva fino alla parte successiva del progetto. A metà agosto si inizierà a vedere diversi nuovi germogli che si formano su tutti i rami in cui è stato rimosso il germogli nel mese di giugno e l'inizio di luglio. All'inizio di settembre rimuovere tutti i nuovi germogli, tranne due per ogni estremità del ramo Mantenere i più quasi sull'orizzontale e su lati opposti del ramo. A questo punto andare avanti con la concimazione autunnale dei vostri alberi fino a quando è quasi ora di metterlo in protezione invernale. Due settimane dopo che le caducifoglie hanno perso le foglie, poco prima di mettere i pini in rimessaggio invernale, è tempo per la prossima parte della formazione. Da questo momento in poi fino ai primi di gennaio, è necessario strappare (o tagliare corto, lasciando solo la guaina dell'ago) tutti gli aghi di tre anni di età. I Pini neri di solito mantengono gli aghi per circa tre anni

Rinvaso: I pini neri vanno rinvasati in primavera appena prima che le gemme iniziano a gonfiarsi; il substrato deve essere formulato in modo da avere ben presente due condizioni: una elevata durezza e resistenza alla degradazione , perché la crescita e lo sviluppo radicale nel pino nero è molto forte e continuo; un perfetto drenaggio, caratteristica imprescindibile per una buona coltivazione. Utilizzeremo perciò uno strato di pomice di media granulometria sul fondo del vaso e, poichè la composizione del terriccio varia in relazione al grado di formazione della pianta, per piante in coltivazione useremo una miscela composta da kiryu (60%), pomice (15%), zeolite (15%), carbone attivo (5%) e lapillo vulcanico (5%); per piante in rifinitura utilizzeremo una miscela composta dagli stessi componenti e relative percentuali ma con granulometria inferiore (da 2 a 5 mm). Piante giovani possono essere rinvasate ogni due o tre anni almeno, mentre pini più maturi anche ogni quattro/sei anni. In fase di rinvaso è molto importante ricordare che il pane radicale non va completamente rimosso, ma si tende a mantenere parte della zolla per la presenza di ectomicorrize simbionti. 

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Esposizione: I pini in generale e il pino nero giapponese in particolare tollerano esposizioni in piena luce; inoltre una buona circolazione dell’aria garantisce una crescita ottimale ed una buona resistenza all’azione dei patogeni. Irrigazione: il Pino T. preferisce avere l’apparato radicale costantemente umido rispetto alla maggior parte degli altri pini che prediligono un terreno asciutto.
Scelta del vaso: la scelta del vaso dipende, essenzialmente, dal peso ottico della pianta. Un pino nero, essendo una conifera, per la caratteristica della sua corteccia fessurata e per la sua possanza, dovrà essere abbinato ad un vaso lineare con superficie grezza scura antracite o marrone, mai smaltata ( in gres naturale); maggiore sarà la forza di questa conifera più scuro sarà il colore del vaso.
Varietà di pino nero: I pini neri possono essere classificati in tre categorie: Nishiki, quelle che hanno una evidente corteccia fessurata; Yatsubusa, le varietà ad ago corto; e Seedling, quelle coltivate partendo da seme: tra queste una delle più apprezzate è la varietà Mikawa. Questo pino è noto per la sua corteccia fessurata e colore bluastro; buone varietà Nishiki includono Gekka Yatsubusa, apprezzata per le gemme che arretrano abbastanza facilmente e Katsuga il cui tronco incecchia velocemente ed ha aghi di un intenso verde scuro. Le varietà Yatsubusa includono Ban-Sho-Ho con i suoi aghi corti e spessi, e Koto-Buki che è ampiamente coltivato in Giappone.

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