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Bonsai Suiseki Magazine

Nella cultura nipponica il giardino non è solo un luogo di riposo e di svago, ma un ambiente spirituale che consente all’uomo di entrare in contatto con le divinità e di raggiungere la purificazione. Ogni elemento pietra, acqua e vegetali, ha uno specifico ruolo, una simbologia e di conseguenza anche una precisa posizione...

logo ennyLe scritte avvisano i visitatori che questo è un luogo di culto

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Il culto dei giardini ha radici profonde in tutta l’Asia orientale e, in particolare, in Giappone. Secondo il credo scintoista tutti i componenti dell’ambiente naturale (alberi, rocce, animali, persone, fiumi, montagne) possiedono un’anima immortale e offrono spesso dimora a divinità o spiriti.

Il giardino giapponese, quindi, non è solo un luogo di riposo, di svago o di gradevoli bellezze, ma un ambiente magico che consente all’uomo di entrare in contatto con le divinità e di raggiungere la purificazione e la pace interiore. Come il giardino inglese, anche quello giapponese è un giardino naturale ma i giapponesi, diversamente dagli anglosassoni, hanno una concezione del giardino più filosofica e religiosa che ornamentale.

In un giardino giapponese la disposizione delle piante, delle rocce, dei camminamenti e delle strutture non è mai casuale, tutto è accuratamente studiato e progettato e il fine è quello di ottenere un ambiente dove ogni elemento è simbolico, riuscendo in questo, utilizzando piccoli superfici di terreno, mentre per il giardino all’inglese tutto ciò diventa più problematico.

Gli elementi basilari di ogni giardino giapponese sono: acqua, roccia e piante.

L'acqua significa vita, senza l'acqua una persona non può vivere.
L'acqua deve scorrere da est ad ovest, come il sorgere ed il tramontare del sole,anche in questo caso l’acqua può essere simbolica.

Per tale scopo vengono usate vasche in pietra riempite di acqua pulita.

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Vasca di pietra contenente acqua che simboleggia la vita

Il giardino deve essere verde tutto l'anno, sono ammesse alcune fioriture in primavera (es,azalea, rododendro, camelia...).

Le rocce insieme alla lampada e alla vasca formano un punto di pace nel giardino, la loro posizione é importante, la roccia deve dare l'impressione che sia lì da sempre, leggermente interrate e non semplicemente appoggiate.

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Azalee rododendri e camelie sono ben accette

Molti giardini giapponesi contengono nell’elemento strutturale roccioso, solido e persistente, il fondamento della loro composizione. In generale, il giapponese poco incline alla regolarità e alla simmetria, preferisce delle pietre che abbiano aspetto forma e colore naturali quindi non levigate artificialmente ma lavorate solo dai segni del tempo, dall’erosione dell’acqua e del vento in parte coperte di muschio e licheni che ne aumenti il wabi, cioè  la patina dell’età considerata dai maestri giardinieri un valore aggiunto.

Per questo si devono  scartare le pietre troppo regolari, quadrate o sferiche, o dai colori intensi.
Il complesso roccioso deve garantire una sensazione di stabilità, imbrigliando la forza minerale, guidandola lungo una direzione prescelta dove si spinge ciascuna pietra ad esprimere pienamente la propria tensione e potenza.

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La forza e la potenza delle rocce imprimono vigore al giardino stesso

L’uso della pavimentazione in pietra risale al XV secolo ovvero alla nascita del giardino del tè ed alla necessità di permettere un comodo passaggio a quanti venivano invitati alle cerimonie scintoiste, questo impediva di rovinare la delicata superfici del giardino e ad evitare inoltre di bagnarsi i piedi.

Le pavimentazioni devono essere al tempo stesso funzionali e decorative, l’uso della pietra non deve comunque mai dare l’impressione di monotonia, regolarità e simmetria pur garantendo sempre l’aspetto funzionale.

Suggestiva è l’abitudine di bagnare, all’arrivo degli ospiti, le superfici dei percorsi in pietra sia per tenerle perfettamente pulite sia per trasmettere una patina di sottile freschezza al giardino.

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Pavimentazione in pietra

L’elemento vegetale pur essendo rivestito di un forte significato simbolico non è mai prevalente rispetto agli altri elementi costitutivi del giardino, ma insieme a questi, si integra per raggiungere la pienezza e l’armonia nella composizione.

Gli alberi e gli arbusti costituiscono sempre un insieme armonico dove una specie non prevale mai sull’altra anche se ad ognuna di esse sono state riservate cure particolari che ne hanno strutturato e scolpito la forma definitiva. Il concetto di controllo della natura da parte dell’uomo è fondamentale in un giardino giapponese dove l’intervento artificiale sulla forma e sulla crescita di ogni pianta non è visto come effetto della padronanza del giardiniere sulla natura, ma piuttosto come una sua cooperazione al raggiungimento della perfezione della forma insita in ogni elemento naturale.

La mano dell’uomo modifica la forma dell’albero già quando esso è piccolo per continuare poi sempre per tutta la durata della sua vita nel giardino, attraverso precise tecniche tramandate nei secoli, essenzialmente raggruppabili in interventi di potatura e legatura un po’ come avviene nell’educazione dei bonsai

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Gli alberi e gli arbusti costituiscono sempre un insieme armonico dove una specie non prevale mai sull’altra

Pertanto, ogni elemento disposto in un giardino  di stile orientale rappresenta un significato simbolico,  alcuni li ho accennati nei precedenti paragrafi, ma in quest’ultimo vorrei elencarli tutti assieme per permettervi di contemplare la filosofia Zen in tutta la sua essenza.

L'acqua simboleggia la vita.
Le pietre e le rocce rappresentano le montagne o isole e a volte possono assumere forme di animali marini.
I granelli di sabbia rastrellata rappresentano le onde del mare, mentre tutto il complesso vegetale assume come simbologia l'eden, la dimora degli dei.

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