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Acer palmatum var. desojoo (apr.2009) - foto (c) Pangrazi

Durante una lezione col Maestro, ho avuto occasione di parlare delle varieta selezionate in rapporto alla specie botanica.
Per il maestro, che mi faceva notare tra le tante solo piantine con le foglie migliori per bonsai, era fondamentale che le varieta scelte per bonsai all’interno di una specie, fossero veramente di quella bellezza  “giusta” per il bonsai.


Nel caso parlavamo di Ginepri, dove nella foglia si cerca sottigliezza e compattezza (che esaltano la miniatura) sia che si tratti di specie botaniche, pure, raccolte in natura (ecotipi) sia che si tratti di varieta selezionate dall’uomo per mutazione.
Anche gli Aceri sono ricercati nello stesso modo, come le pregiatissime varieta Seigen e Desojoo La questione della varieta nell’arte bonsai ci pone in una veduta piu naturale rispetto al florovivaismo.
Nella tradizione classica piu pura la specie botanica e quella di piu alto valore estetico; chiaramente il livello di naturalezza e al massimo.
Le varieta selezionate dall’uomo scoprono un aspetto creativo moderno, iniziato in realta da quattro secoli, dove i coltivatori tirano fuori aspetti genetici nascosti, recessivi, per creare nuove piante, o meglio nuove varianti nell’ambito della stessa specie.
Ricordo con piacere un mio carissimo allievo che considera il suo Acero un grande desiderio, chiamandolo “Sogno rosso”. Certo, per noi occidentali, che siamo abituati all’arte come bellezza impressionante e appariscente, un bonsai con questi colori non puo che piacere…

Pensiamo a tre questioni fondamentali:

1. Forse in campo bonsai dovremmo parlare anche in questo caso di avanguardie?
2. Un bonsai di una varieta colorata di Acero palmato e d’avanguardia rispetto ad uno stesso bonsai della stessa specie botanica?
3. Il magnifico Acero delle immagini, probabilmente il piu bel Desojoo in Italia, perde naturalezza e valore estetico, o e un'altra cosa?

Certamente queste domande sono provocatorie, ancor piu di questioni riferite ad una lavorazione in concreto, visto che il bonsai cresce spontaneamente con i suoi colori.
Forse, in questo caso sarebbe azzardato dare risposte esaustive. Penso anche, cosa rivelatrice, che ogni varieta selezionata dall’uomo per mutazione spontanea o indotta (non per ingegneria genetica) sarebbe comunque potuta anche esistere in natura, o e esistita ma si e estinta.
Per il maestro Kimura l’importante e proprio seguire una GRANDE BELLEZZA.
Pensiamo pero ad una cosa: la varieta di Acero rosso DESOJOO e selezionata dai giapponesi…
ed il suo stupefacente rosso scarlatto dura pochi giorni, come una fioritura…poi diventa verde per tornare al rosso, questa volta carminio in autunno…un grande esempio di impermanenza… il Desojoo e una grande poesia d’Acero, forse la piu bella!